Presentazione

Buttare un giornale? Ma quando mai!

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Ma chi l’ha detto che il giornale del giorno prima fosse da buttare? O andasse usato addirittura per avvolgere il pesce prima che le norme igienico sanitarie diventassero più severe! Questo pensai dopo l’acquisto del mio primo quotidiano, ormai in età matura. Era il 1985. Allora nel mio paesello i giornali arrivavano a mezzogiorno. Quando nelle città erano già vecchi. Il primo fu la ‘rosea’ Gazzetta dello Sport, in formato ‘due piazze’, quasi il doppio di quello attuale. «Milan, me ne vado via ma non ti dico perché» era il titolo di prima pagina di quel 14 dicembre che riportava la sparata fatta da Giuseppe Farina allora presidente del Milan durante il Consiglio di amministrazione. In quel momento non potevo saperlo ma proprio quel giorno, in qualche modo, ebbe inizio l’era Berlusconi nella società rossonera. E pur inconsapevole del momento ‘storico’, di quel giornale non riuscii a sbarazzarmene: né buttandolo, né avvolgendoci il pesce. Questo per un fatto di cronaca sportiva, figuriamoci quando più avanti iniziai a comprare giornali più impegnati che raccontavano importanti fatti di cronaca, di politica interna o estera, di economia. Come capitò regolarmente dall’inizio degli anni ’90 in poi. Buttare le pagine di ‘Repubblica’ che raccontavano la ‘Strage di Capaci’ o quelle del ‘Giornale’ che illustravano la fine dell’impero sovietico? Sarebbe stato da irresponsabili per non dire ‘blasfemo’! Quelle pagine andavano gelosamente conservate, rigorosamente al buio per proteggerle come reperti preziosi. Come pagine di storia.
E per vent’anni, fino al 2005, l’acquisto e la conservazione procedettero del tutto inconsapevolmente. Per vent’anni, quelle che nel frattempo erano diventate quasi 20 mila pagine, sono state custodite senza sapere che farne. Forse solo per avere la coscienza a posto. Fino al giorno in cui un collega ingegnere mi diede l’idea: «Perché non rendi pubbliche queste pagine attraverso un sito internet?». Il suggerimento si rivelò illuminante e l’aggiunta di alcune frasi trovate in un libro che stavo allora leggendo, contribuirono a rafforzare definitivamente l’idea: «Non abbiamo avuto di mira nessuna tesi preconcetta. Abbiamo solo accettato e registrato le lezioni che i fatti ci impartiscono, cercando di non farci influenzare dai soliti miti e luoghi comuni. Come al solito ci diranno che abbiamo esagerato l’importanza di certi avvenimenti e personaggi a scapito di altri. E come al solito noi rispondiamo che non c’è libro di Storia che non si presti a queste critiche. Ci diranno anche che il nostro modo di raccontare non rispetta abbastanza i canoni della storiografia ufficiale e accademica. E noi rispondiamo che non li rispetta affatto perché di proposito non intendiamo rispettarli. Noi ci rivolgiamo a quella grande massa di lettori che solo ora si svegliano alla coscienza della propria Storia appunto perché la storiografia ufficiale e accademica li ha sempre da essa esclusi. E in che misura siamo riusciti a raggiungerli lo dimostrano le tirature di questi libri, tutti al di là delle centomila copie e qualcuno (la Storia di Roma, per esempio) delle duecentomila. Il successo, siamo d’accordo, non è l’unico metro su cui si debba misurare il valore di un’opera; ma la sua efficacia, sì». Era un passaggio dell’introduzione di Indro Montanelli a ‘L’Italia dei secoli d’oro’ uno dei volumi di ‘Storia d’Italia’, la fortunata collana curata dal giornalista toscano.
Questo stralcio introduttivo si è rivelato inconsapevolmente la ‘ragione sociale’ che sta guidando chi scrive nella raccolta delle decine di migliaia di pagine di giornale che raccontano UNA PARTE importante dei fatti accaduti in Italia e nel mondo dall’inizio degli anni ’90 ai giorni nostri. Pagine di quotidiani e settimanali come il Corriere della Sera, Panorama, la Repubblica, il Giornale, la Stampa, Libero, L’Espresso, il Messaggero, il Corriere dello sport, Tuttosport, il Fatto Quotidiano, la Nuova Sardegna, il Secolo d’Italia, l’Unità, la Gazzetta dello Sport, L’Unione Sarda e altri.
OENOA non è altro che la ‘rilegatura informatica’ di questo archivio che in questo sito prende la forma di un insolito libro di storia contemporanea. Direttamente dalle pagine dei giornali originali, ‘artigianalmente’ trasformati in formato digitale, si può leggere una parte importante dei principali fatti di Cronaca: l’11 settembre, gli omicidi di Falcone e Borsellino, la cattura di Saddam Hussein, la morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Papa Francesco. La Politica interna: Tangentopoli, la fine della Prima Repubblica, la discesa in campo di Berlusconi e Prodi, l’ascesa di Renzi. La Cronaca e la Politica estera: il crollo dell’impero sovietico, la guerra nel Golfo, l’America di Clinton, di Bush e di Barack Obama. L’economia: l’arrivo dell’ Euro, il crack della Parmalat e della Cirio, la nascita dei grandi gruppi bancari, l’impennata dello spread. Le conquiste della scienza e della tecnica: i primi vaccini anticancro, i viaggio verso Marte e Plutone, l’uso del telefonino e di internet. Il mondo della cultura e dello spettacolo: il Nobel a Dario Fo, l’Oscar a Benigni e a Sorrentino, la stagione dei reality. I grandi eventi sportivi: la nazionale di pallavolo di Velasco, il Milan di Sacchi, i trionfi di Pantani e Cipollini, i successi alle olimpiadi, la conquista del mondiale di calcio in Germania dell’Italia di Lippi.
Dopo tanti anni di attività svolta privatamente con la cura dell’archivio da cui questo sito trae i contenuti, è ora nella volontà di chi scrive mettere OENOA a disposizione degli studenti e degli insegnanti delle scuole, da quelle dell’obbligo alle università.
Nel sito sono attualmente presenti circa 15 mila pagine, una parte delle circa 30 mila raccolte finora, quelle che raccontano e commentano gli accadimenti ritenuti più importanti e significativi tra quelli succedutesi negli ultimi 25 anni. La selezione non è stata facile e continuerà a essere difficile. Si confida che quelli scelti servano a dare al visitatore un panorama ampio e significativo di ciò che è accaduto in Italia e nel mondo in questi ultimi decenni.
Una sezione a parte è dedicata alla Sardegna, la regione nella quale questo progetto è stato realizzato. Anche in questo caso direttamente dai giornali che nell’Isola hanno la maggiore diffusione, è stata selezionata una parte dei fatti più importanti accaduti negli ultimi 25 anni.
Nuove pagine verranno successivamente e continuamente inserite. Questo sito web infatti è in divenire, come un ‘libro aperto’ continuamente aggiornabile verso il passato e verso il futuro. Fatti già accaduti in passato e accadimenti futuri potranno infatti essere aggiunti in ogni momento, anche con il contributo dei lettori, per arricchire sempre di più i contenuti di OENOA.
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A.M.